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La cifratura nel diritto americano · Sentenze

Il Quarto emendamento e il telefono: Riley e Carpenter

Il Quarto emendamento vieta le perquisizioni irragionevoli. Nel 2014 la Corte Suprema ha deciso che per guardare nel telefono di una persona arrestata serve un mandato; nel 2018 ha esteso la protezione ai dati di posizione conservati dagli operatori, e nel 2026 alla cronologia delle posizioni custodita da un'azienda tecnologica. Ecco che cosa hanno deciso le tre sentenze e che cosa lasciano aperto.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  1. Il Quarto emendamento protegge da perquisizioni e sequestri irragionevoli e vuole mandati fondati su una probable cause (fondato motivo) e precisi nell'oggetto.
  2. Riley v. California (2014): la polizia che arresta una persona può sequestrarle il telefono, ma per esaminarne i dati deve, di regola, ottenere un mandato.
  3. Carpenter v. United States (2018): acquisire dall'operatore almeno sette giorni di dati sulle celle a cui si è agganciato il telefono è una perquisizione; serve di regola un mandato, non basta un ordine meno esigente.
  4. Chatrie v. United States (29 giugno 2026): è una perquisizione anche ottenere da un'azienda la cronologia delle posizioni di un utente, pure per due sole ore; la validità del mandato «geofence» è stata rinviata alla corte d'appello.
  5. Restano le eccezioni, come l'urgenza. Alla frontiera vale un regime diverso.

Il testo

«The right of the people to be secure in their persons, houses, papers, and effects, against unreasonable searches and seizures, shall not be violated, and no warrants shall issue, but upon probable cause, supported by oath or affirmation, and particularly describing the place to be searched, and the persons or things to be seized.»

Il diritto delle persone alla sicurezza della propria persona, casa, carte ed effetti contro perquisizioni e sequestri irragionevoli non può essere violato; i mandati possono essere emessi solo per un fondato motivo, sostenuto da giuramento, e devono descrivere con precisione il luogo da perquisire e le persone o cose da sequestrare. Due parole contano: search (perquisizione), che per la Corte Suprema non è solo la ricerca fisica ma anche l'intrusione in un'aspettativa di riservatezza «that society is prepared to recognize as reasonable», e warrant (mandato) del giudice.

Riley v. California (2014): il telefono dell'arrestato

Da tempo la polizia americana può perquisire senza mandato la persona che arresta e ciò che ha addosso (search incident to arrest, perquisizione contestuale all'arresto): serve a trovare armi e a evitare che le prove vengano distrutte. Riley v. California, 573 U.S. 373 (2014), deciso il 25 giugno 2014, riguardava due casi: un uomo fermato in California con uno smartphone, esaminato dagli agenti, e un secondo caso federale (United States v. Wurie) con un telefono a conchiglia aperto in centrale. La Corte, con una decisione unanime nel risultato, ha escluso che quella regola si estenda ai dati del telefono.

  • I dati non sono un'arma. Gli agenti possono esaminare il telefono come oggetto, per assicurarsi che non nasconda un pericolo, ma i dati «can endanger no one».
  • Il rischio di perdere le prove ha altre soluzioni. Contro la cancellazione a distanza gli agenti possono spegnere il telefono; se temono che si blocchi per la cifratura, possono lasciarlo acceso in una busta schermata che lo isola dalle onde radio.
  • Un telefono non è un portafoglio. È diverso «in both a quantitative and a qualitative sense» da ciò che si porta in tasca: può contenere milioni di pagine di testo, migliaia di foto, centinaia di video; e spesso mostra dati che stanno nel cloud, non sul dispositivo.

La conclusione è diventata una formula: la risposta alla domanda su che cosa debba fare la polizia prima di esaminare il telefono di un arrestato è «accordingly simple—get a warrant». La Corte ha precisato che i dati non diventano intoccabili: un mandato è «generally required», e restano le eccezioni legate al singolo caso, come le exigent circumstances (circostanze di urgenza) di una situazione «now or never».

Carpenter v. United States (2018): i dati delle celle

Ogni telefono si aggancia continuamente alle celle della rete, e l'operatore registra quali: sono i cell-site location information (CSLI), dati di localizzazione per cella. In un'indagine su una serie di rapine, i pubblici ministeri federali avevano ottenuto dagli operatori, con ordini previsti dallo Stored Communications Act, i dati del telefono di un indagato: 12.898 punti di localizzazione in 127 giorni, in media 101 al giorno. Quegli ordini richiedevano soltanto «reasonable grounds» per ritenere i dati rilevanti per l'indagine (18 U.S.C. § 2703(d)), non la probable cause di un mandato.

In Carpenter v. United States, 585 U.S. 296 (2018), deciso il 22 giugno 2018 con cinque voti contro quattro, la Corte ha stabilito che:

  • accedere ad almeno sette giorni di CSLI storici è una perquisizione («It is sufficient for our purposes today to hold that accessing seven days of CSLI constitutes a Fourth Amendment search»);
  • la third-party doctrine (la regola per cui ciò che si affida a un terzo, come i numeri chiamati o i conti bancari, non è protetto) non si estende a questi dati, che danno un ritratto dettagliato dei movimenti di una persona;
  • un ordine basato sul § 2703(d) non basta: prima di obbligare un operatore a consegnare i CSLI, «get a warrant».

La Corte ha definito la sentenza «a narrow one»: non si è pronunciata sui dati in tempo reale né sui tower dumps (l'elenco di tutti i telefoni agganciati a una cella in un certo intervallo), non ha toccato le tecniche di sorveglianza tradizionali e ha lasciato spazio all'urgenza (fuga di un sospetto, pericolo imminente, distruzione di prove).

Chatrie v. United States (2026): la cronologia delle posizioni

Il 29 giugno 2026, in Chatrie v. United States, n. 25-112, 609 U.S. ___ (2026), la Corte è tornata sul tema. Per una rapina a una credit union (cooperativa di credito) in Virginia la polizia aveva ottenuto un mandato geofence (a recinto geografico) diretto a Google: i dati anonimi di tutti i telefoni presenti in un raggio di 150 metri nell'ora attorno al fatto, poi dati più ampi per un elenco ristretto, infine i nomi di tre utenti. La Corte ha deciso che ottenere la cronologia delle posizioni (Location History) di un utente è una perquisizione, perché ciascuno ha una ragionevole aspettativa di riservatezza sui dati di posizione del proprio telefono:

  • non importa che il periodo esaminato fosse di sole due ore;
  • non importa che i dati li abbia consegnati un'azienda: la third-party doctrine non si applica, perché chi usa il telefono non condivide davvero quei dati con terzi solo per il fatto di fare ciò che tutti fanno con un telefono.

Se il mandato in più fasi rispettasse i requisiti di fondato motivo e precisione, la Corte non l'ha deciso: la questione torna alla corte d'appello del 4° circuito, che potrà anche valutare l'eccezione di buona fede. Tre giudici hanno dissentito.

Che cosa significa in pratica

SituazioneRegolaFonte
Arresto: gli agenti vogliono guardare nel telefonoPossono sequestrarlo; per esaminarne i dati serve di regola un mandatoRiley
Urgenza reale (pericolo imminente, prove che stanno per sparire)Può giustificare un accesso senza mandato, caso per casoRiley, Carpenter
Dati storici delle celle chiesti all'operatoreAlmeno sette giorni: perquisizione, serve di regola un mandatoCarpenter
Cronologia delle posizioni custodita da un'aziendaPerquisizione, anche per poche ore; la validità dei mandati geofence è apertaChatrie
Persona in libertà vigilata (California)Per il 9° circuito Riley non si applica alle perquisizioni previste dalle condizioni del paroleUnited States v. Payne (9th Cir. 2024)
Ingresso negli Stati UnitiVale l'eccezione della perquisizione di frontiera, con regole proprievedi I giudici e i telefoni alla frontiera

Il mandato non risolve tutto. Autorizza la perquisizione, ma se tu sia obbligato a dare il codice o a sbloccare il telefono con il dito è una domanda di Quinto emendamento, a cui le corti rispondono in modi diversi: vedi Il Quinto emendamento e la password e Impronta e volto. I dati che le aziende conservano nel cloud seguono anche le regole dello Stored Communications Act: vedi I dati nel cloud: SCA e CLOUD Act.

Casi frequenti

  • «Mi fermano per strada negli USA: possono guardarmi il telefono?» Senza mandato, di regola, non possono esaminarne i dati neppure dopo un arresto, salvo le eccezioni. Il caso del controllo stradale e del consenso è trattato nella pagina Fermato dalla polizia: il telefono.
  • «E all'aeroporto, al mio arrivo?» Riley non riguarda la frontiera: lì la CBP opera con l'eccezione della perquisizione di frontiera, che segue regole proprie. Vedi Possono controllarmi il telefono all'ingresso?
  • «Chatrie vieta i mandati geofence?» No. Dice che ottenere quei dati è una perquisizione; se un certo mandato sia valido lo decideranno i giudici caso per caso, a partire dal 4° circuito.

Fonti

Costituzione degli Stati Uniti, IV emendamento (testo, LII); Riley v. California, 573 U.S. 373 (2014) (testo integrale, LII); Carpenter v. United States, 585 U.S. 296 (2018) (slip opinion, supremecourt.gov; citazione verificata su CourtListener e in Chatrie); Chatrie v. United States, n. 25-112, 609 U.S. ___ (2026), deciso il 29 giugno 2026 (slip opinion, supremecourt.gov); 18 U.S.C. § 2703(d) come riportato in Carpenter; United States v. Payne, 99 F.4th 495 (9th Cir. 2024) (opinione ufficiale). Verificato il 24 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega le regole americane. Non segue casi e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un problema concreto con un controllo di frontiera, un'autorizzazione di viaggio o un procedimento negli Stati Uniti, i canali sono quelli ufficiali:

  • Il CBP Information Center (help.cbp.gov) — le domande e i reclami sui controlli dell'agenzia di frontiera statunitense.
  • DHS TRIP (dhs.gov) — il programma del Dipartimento della sicurezza interna per chi ritiene di avere avuto problemi ripetuti ai controlli di viaggio.
  • Il sito ufficiale dell'ESTA (esta.cbp.dhs.gov) — l'unico canale ufficiale per chiedere l'autorizzazione di viaggio.
  • L'Ambasciata d'Italia a Washington e i consolati italiani negli Stati Uniti — per i cittadini italiani in difficoltà; in emergenza, l'Unità di Crisi della Farnesina.
  • Un avvocato abilitato negli Stati Uniti — l'iscrizione si verifica nell'albo dell'ordine degli avvocati (state bar) dello Stato in cui esercita.

La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.