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La cifratura nel diritto americano · Sentenze

Apple contro FBI: l'All Writs Act

Nel febbraio 2016 un giudice federale della California ordinò ad Apple di aiutare l'FBI, anche con un software apposito, a provare i codici dell'iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino. Due settimane dopo un giudice di Brooklyn negò una richiesta simile. Nessuna delle due cause arrivò a una sentenza d'appello: il governo entrò nei telefoni per altre vie. Ecco la legge invocata, gli atti e che cosa è rimasto aperto.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  1. L'All Writs Act (28 U.S.C. § 1651) permette alle corti federali di emettere gli ordini «necessary or appropriate in aid of their respective jurisdictions and agreeable to the usages and principles of law». Nel 1977 la Corte Suprema ha ritenuto legittimo, in base a questa legge, l'ordine che obbligava una compagnia telefonica ad assistere l'FBI.
  2. Il 16 febbraio 2016 un giudice federale della California centrale ordinò ad Apple di fornire un'assistenza tecnica, per esempio un software apposito, che disattivasse la cancellazione automatica di un iPhone sequestrato dopo la strage di San Bernardino e consentisse di provare i codici senza ritardi. Apple chiese la revoca.
  3. Il 21 marzo 2016 il governo riferì che un soggetto esterno aveva mostrato un metodo per sbloccare il telefono; il 28 marzo comunicò di esserci riuscito, e il 29 marzo l'ordine fu revocato.
  4. A Brooklyn, il 29 febbraio 2016, un giudice negò un ordine simile per un iPhone di un'indagine per droga: l'All Writs Act non può dare al governo un potere che il Congresso non gli ha dato. Il 22 aprile 2016 il governo ritirò la richiesta, perché qualcuno gli aveva fornito il codice.
  5. Entrambe le cause si sono chiuse senza una decisione d'appello: la domanda di fondo, se un produttore possa essere obbligato a indebolire la sicurezza dei propri dispositivi, non vi ha avuto risposta.

La legge: 28 U.S.C. § 1651

L'All Writs Act, nel testo del 1948 (modificato nel 1949), dice nel paragrafo (a):

«The Supreme Court and all courts established by Act of Congress may issue all writs necessary or appropriate in aid of their respective jurisdictions and agreeable to the usages and principles of law.»

Cioè: la Corte Suprema e le corti istituite dal Congresso possono emettere tutti gli ordini necessari o appropriati a sostegno della loro giurisdizione e conformi agli usi e ai principi del diritto. È una norma di chiusura, che le corti usano per colmare i vuoti.

Il precedente su cui si è sempre basato il governo è United States v. New York Telephone Co., 434 U.S. 159 (1977). La Corte Suprema ha ritenuto legittimo, in base all'All Writs Act, l'ordine che imponeva a una compagnia telefonica di aiutare l'FBI a installare dei pen register (registratori dei numeri chiamati) su linee usate, con fondato motivo, per un'attività illecita. Il potere, ha scritto, si estende anche a terzi estranei alla causa se sono in grado di vanificare l'ordine del giudice, purché non siano «so far removed» dalla vicenda; ma «unreasonable burdens may not be imposed». Nel caso concreto si trattava di una «meager assistance» chiesta a un servizio pubblico regolato.

San Bernardino: l'ordine del 16 febbraio 2016

Il 2 dicembre 2015 un attacco terroristico a San Bernardino, in California, uccise 14 persone e ne ferì 17. Il giorno dopo l'FBI sequestrò, con un mandato, l'iPhone di uno degli autori. Il telefono, con sistema iOS 9, era protetto da un codice numerico e da due funzioni: la cancellazione automatica dei dati dopo dieci tentativi sbagliati e il ritardo crescente tra un tentativo e l'altro. L'FBI non riusciva ad aggirarle senza rischiare di perdere i dati.

Il 16 febbraio 2016, su richiesta della procura federale presentata senza contraddittorio (ex parte), una giudice federale (magistrate judge) del distretto centrale della California emise l'ordine nel fascicolo ED 15-0451M. Apple doveva fornire una «reasonable technical assistance» con tre funzioni:

  1. Disattivare la cancellazione. Aggirare o disattivare la funzione di cancellazione automatica, anche se attivata.
  2. Provare i codici da fuori. Consentire all'FBI di inserire i codici elettronicamente, dalla porta del telefono, via Bluetooth, Wi-Fi o altro protocollo.
  3. Niente attese. Fare in modo che il software non introducesse ritardi tra un tentativo e l'altro oltre a quelli dovuti all'hardware.

L'ordine indicava come possibile soluzione un file software firmato da Apple, caricato nella memoria del solo telefono e legato al suo identificativo, senza modificare il sistema né i dati. Apple poteva proporre un metodo diverso, d'accordo con il governo, avrebbe indicato il costo ragionevole del servizio e, se riteneva l'ordine irragionevolmente oneroso, poteva chiedere un rimedio entro cinque giorni lavorativi.

La difesa di Apple e la fine della causa

Il 19 febbraio 2016 il governo chiese al giudice di imporre l'esecuzione dell'ordine. Il 25 febbraio Apple ne chiese la revoca. I titoli del suo atto riassumono gli argomenti: l'All Writs Act non autorizza a costringere Apple a creare un software per entrare negli iPhone; non si può imporre per via giudiziaria ciò che il Congresso ha considerato e scelto di non prevedere; i criteri di New York Telephone non sono soddisfatti, perché Apple è lontana dalla vicenda, l'onere sarebbe senza precedenti e la necessità non era dimostrata; e l'ordine violerebbe il Primo emendamento (obbligo di scrivere codice) e il giusto processo del Quinto. L'udienza era fissata per il 22 marzo 2016.

Non si tenne. Il 21 marzo la procura riferì che un soggetto esterno aveva mostrato all'FBI un possibile metodo per sbloccare l'iPhone e chiese un rinvio. Il 28 marzo depositò una relazione: l'FBI era riuscito ad accedere ai dati e non aveva più bisogno di Apple. Il 29 marzo 2016 la giudice revocò l'ordine del 16 febbraio e dichiarò superate le due istanze. Nessun giudice, quindi, ha deciso se l'ordine fosse legittimo.

Nel marzo 2018 l'ispettore generale del Dipartimento della Giustizia ha pubblicato un rapporto sulle dichiarazioni dell'FBI. Non ha trovato prove che, quando il direttore dell'FBI testimoniò al Congresso e quando fu depositata la richiesta del 16 febbraio, l'FBI avesse già un modo per entrare nel telefono: quelle dichiarazioni non erano inesatte quando furono rese. Ha però rilevato difetti di comunicazione interna: secondo le informazioni raccolte, il capo dell'unità che alla fine ottenne la soluzione dal soggetto esterno non era stato incaricato di occuparsene prima della testimonianza di febbraio. Per la soluzione arrivata in ritardo, conclude il rapporto, il governo dovette ritirare l'affermazione, fatta in tribunale, di non poter accedere al telefono senza l'aiuto del produttore.

Brooklyn: la decisione del 29 febbraio 2016

A New York la vicenda era cominciata prima. In un'indagine per traffico di metanfetamina, nel giugno 2014 la DEA aveva sequestrato un iPhone con sistema iOS 7; l'8 ottobre 2015 il governo chiese un ordine che imponesse ad Apple di aggirarne il codice. Il 29 febbraio 2016 il giudice (magistrate judge) del distretto orientale di New York, nel fascicolo In re Order Requiring Apple, Inc. to Assist in the Execution of a Search Warrant Issued by This Court, n. 15-MC-1902, respinse la richiesta per due ragioni:

  • Il limite della legge. L'All Writs Act è una fonte di potere residuale; non consente ciò che il Congresso ha preso in esame con proposte di legge senza approvarle. Il giudice ha dato peso anche al CALEA, la legge del 1994 sull'assistenza degli operatori alle intercettazioni, che esclude alcune imprese e, al 47 U.S.C. § 1002(b)(3), esonera gli operatori dal decifrare ciò che i clienti cifrano da sé, salvo che la cifratura l'abbiano fornita loro (vedi Intercettazioni e cifratura: Wiretap Act e CALEA).
  • I tre criteri. Anche ammettendo il potere, nessuno dei tre fattori da valutare giustificava l'ordine: la vicinanza di Apple alla vicenda, l'onere per Apple, la necessità del suo aiuto.

Il giudice notò che il governo aveva già ottenuto in passato almeno 70 volte l'assistenza forzata di Apple con questa legge, e concluse che la vera domanda non era se Apple dovesse aiutare a sbloccare un certo telefono, ma se l'All Writs Act risolvesse quella e le molte questioni simili a venire: «I conclude that it does not».

Il 7 marzo 2016 il governo chiese il riesame alla giudice distrettuale. Il 22 aprile 2016 scrisse al tribunale che la sera prima una persona aveva fornito il codice, che il telefono era stato aperto a mano e che, non avendo più bisogno di Apple, ritirava la richiesta. Il 25 aprile la domanda fu dichiarata superata.

Che cosa è rimasto aperto

  • Nessuna risposta d'appello. Entrambe le cause si sono chiuse perché il governo è entrato nei telefoni per altre vie: in queste vicende nessuna corte d'appello ha deciso se l'All Writs Act permetta di imporre a un produttore di scrivere software contro la sicurezza dei propri dispositivi.
  • L'All Writs Act verso l'indagato. La stessa legge è stata usata per ordinare a una persona di consegnare in chiaro i propri dispositivi: nel 2017 il 3° circuito ha confermato un ordine di questo tipo, ritenendo che il primo giudice avesse applicato senza errori manifesti i criteri di New York Telephone, in United States v. Apple MacPro Computer, 851 F.3d 238 (3d Cir. 2017). Lì il limite è il Quinto emendamento: vedi Il Quinto emendamento e la password.
  • Il Congresso. Le proposte di legge per imporre un accesso ai dati cifrati sono trattate nella pagina Le proposte per indebolire la cifratura.

Casi frequenti

  • «Allora Apple ha vinto?» In California nessuno ha vinto nel merito: l'ordine è stato revocato perché non serviva più. A Brooklyn Apple ha ottenuto una decisione favorevole in primo grado, ma il riesame si è chiuso senza decisione dopo il ritiro della richiesta.
  • «Chi ha sbloccato l'iPhone di San Bernardino?» Il rapporto dell'ispettore generale parla solo di un «outside party» che ha fornito il metodo all'FBI e non lo identifica.
  • «Un giudice può ordinarmi di sbloccare il mio telefono con l'All Writs Act?» È successo nel caso del 3° circuito; se l'ordine regga dipende soprattutto dal Quinto emendamento e da come lo applica la corte competente.

Fonti

28 U.S.C. § 1651 (testo vigente, LII); 47 U.S.C. § 1002(b)(3) (LII); United States v. New York Telephone Co., 434 U.S. 159 (1977) (testo integrale, LII); U.S. District Court, C.D. Cal., ordine del 16 febbraio 2016, n. ED 15-0451M (testo pubblicato dal Dipartimento della Giustizia), fascicolo n. 5:16-cm-00010: istanza del governo del 19 febbraio 2016, istanza di Apple del 25 febbraio 2016, ordine di revoca del 29 marzo 2016 (atti RECAP, CourtListener); U.S. Department of Justice, Office of the Inspector General, «A Special Inquiry Regarding the Accuracy of FBI Statements Concerning its Capabilities to Exploit an iPhone Seized During the San Bernardino Terror Attack Investigation», marzo 2018, e comunicato del 27 marzo 2018; U.S. District Court, E.D.N.Y., n. 15-MC-1902, memorandum and order del 29 febbraio 2016 (govinfo), lettera del governo del 22 aprile 2016 e ordine del 25 aprile 2016 (fascicolo, CourtListener); United States v. Apple MacPro Computer, 851 F.3d 238 (3d Cir. 2017). Verificato il 24 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega le regole americane. Non segue casi e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un problema concreto con un controllo di frontiera, un'autorizzazione di viaggio o un procedimento negli Stati Uniti, i canali sono quelli ufficiali:

  • Il CBP Information Center (help.cbp.gov) — le domande e i reclami sui controlli dell'agenzia di frontiera statunitense.
  • DHS TRIP (dhs.gov) — il programma del Dipartimento della sicurezza interna per chi ritiene di avere avuto problemi ripetuti ai controlli di viaggio.
  • Il sito ufficiale dell'ESTA (esta.cbp.dhs.gov) — l'unico canale ufficiale per chiedere l'autorizzazione di viaggio.
  • L'Ambasciata d'Italia a Washington e i consolati italiani negli Stati Uniti — per i cittadini italiani in difficoltà; in emergenza, l'Unità di Crisi della Farnesina.
  • Un avvocato abilitato negli Stati Uniti — l'iscrizione si verifica nell'albo dell'ordine degli avvocati (state bar) dello Stato in cui esercita.

La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.