Il telefono alla frontiera · Frontiera
Avvocati, medici, giornalisti: il materiale riservato
La direttiva della CBP non esenta nessuna professione dal controllo dei dispositivi. Prevede però una procedura per il materiale coperto dal segreto professionale dell'avvocato e alcune cautele per le cartelle cliniche e per il materiale di lavoro dei giornalisti. Qui trovi le parole esatte della direttiva e che cosa ti può essere chiesto.
In breve
- Nessuna professione è esente dal controllo: la direttiva 3340-049B regola come viene trattato il materiale riservato, non esclude la perquisizione.
- Per il materiale coperto da attorney-client privilege (il segreto professionale tra avvocato e cliente) o dalla attorney work product doctrine (la tutela del lavoro preparatorio dell'avvocato), l'agente ti chiede di identificarlo, sente l'ufficio legale della CBP prima di esaminarlo e lo fa separare dal resto (§ 5.2.1).
- Le copie del materiale riconosciuto come privilegiato vengono sanificate alla fine dell'esame, salvo una minaccia imminente per la vita o per la sicurezza interna e salvo gli obblighi di conservazione per una causa (§ 5.2.1.3).
- Cartelle cliniche e materiale di lavoro dei giornalisti vanno trattati secondo la legge federale e le politiche della CBP, consultando i legali dell'agenzia (§ 5.2.2): per loro la direttiva non prevede la procedura di separazione.
- Puoi dichiarare che un file è coperto dal segreto professionale e indicare con precisione dove si trova: è ciò che la direttiva prevede che ti venga chiesto.
Nessuna esenzione, una procedura
La direttiva della CBP (U.S. Customs and Border Protection) sulle perquisizioni dei dispositivi elettronici, in vigore dal 1° gennaio 2026, non contiene esenzioni per categorie professionali. Il suo § 5.2, «Review and Handling of Privileged or Other Sensitive Material», stabilisce come gli agenti devono trattare certi contenuti durante il controllo. La direttiva dell'ICE sullo stesso tema, che vale per gli agenti dell'HSI (Homeland Security Investigations), lo dice in modo esplicito: «a claim of privilege or personal information does not prevent the search of a traveler's information at the border» (ICE Directive 7-6.1, § 8.6).
La procedura della CBP si applica sia al materiale che l'agente riconosce da solo come privilegiato sia a quello che il viaggiatore dichiara tale: la direttiva parla di informazioni «they identify as, or that is asserted to be, protected by the attorney-client privilege or attorney work product doctrine» (§ 5.2.1).
Il segreto professionale dell'avvocato: tre passaggi
- La richiesta di precisazioni. L'agente «shall seek clarification, if practicable in writing, from the individual asserting this privilege as to specific files, file types, folders, categories of files, attorney or client names, email addresses, phone numbers, or other particulars that may assist CBP in identifying privileged information» (§ 5.2.1.1).
- L'ufficio legale prima dell'esame. Prima di esaminare i file su cui è stato fatto valere il privilegio, l'agente contatta l'ufficio legale della CBP (Associate/Assistant Chief Counsel office), che coinvolge se serve l'U.S. Attorney's Office (la procura federale). Il materiale privilegiato va separato dal resto con un Filter Team (gruppo filtro) composto da rappresentanti legali e operativi, o con un'altra misura approvata per iscritto dall'ufficio legale (§ 5.2.1.2).
- La sanificazione delle copie. «Unless an imminent threat to life or to homeland security is identified therein, copies of the materials maintained by CBP and determined to be privileged will be sanitized at the completion of CBP's review» (§ 5.2.1.3). Fa eccezione la copia tenuta, d'intesa con l'ufficio legale, solo per rispettare un litigation hold (l'obbligo di conservare le prove per una causa) o un altro obbligo di legge.
Un dettaglio tecnico: usare apparecchiature esterne per copiare il contenuto del dispositivo al solo scopo di separare il materiale privilegiato, o per la revisione del Filter Team, «does not convert a basic search into an advanced search» (§ 5.2.1.2). Una copia fatta per questo scopo non richiede quindi i presupposti della ricerca avanzata, spiegati in Ricerca base e ricerca avanzata.
Che cosa è cambiato rispetto al 2018
La procedura c'era già nella direttiva 3340-049A. La 049B aggiunge la minaccia imminente «to life» accanto a quella per la sicurezza interna come eccezione alla sanificazione, sostituisce la distruzione delle copie con la sanificazione, che comprende «clearing, purging and destruction» (§ 3.5), e chiarisce che la copia fatta solo per separare il materiale privilegiato non trasforma la ricerca base in ricerca avanzata.
Cartelle cliniche e materiale dei giornalisti
«Other possibly sensitive information, such as medical records and work-related information carried by journalists, shall be handled in accordance with any applicable federal law and CBP policy. Questions regarding the review of these materials shall be directed to the CBP Associate/Assistant Chief Counsel office, and this consultation shall be noted in appropriate CBP systems.» (§ 5.2.2)
È tutto ciò che la direttiva dice su queste categorie: non c'è la richiesta di precisazioni, non c'è il Filter Team, non c'è una regola propria sulle copie, per le quali valgono le regole generali descritte in Le copie dei dati. Il testo rinvia alla legge federale e alle politiche della CBP e prevede che le domande sull'esame di questi materiali vadano all'ufficio legale, con annotazione della consultazione. La formula «such as» indica che cartelle cliniche e materiale giornalistico sono esempi, non un elenco chiuso; la direttiva non definisce chi sia giornalista.
Per le informazioni mediche la direttiva dell'ICE aggiunge una frase che quella della CBP non contiene: «Although there is no Federal legal privilege pertaining to the doctor-patient relationship, the inherent nature of medical information warrants special care for such records» (ICE Directive 7-6.1, § 8.6). Tra i riferimenti della direttiva della CBP c'è un memorandum del DHS del 17 maggio 2019 intitolato «Information Regarding First Amendment Protected Activities» (§ 4.1); la direttiva non ne riporta il contenuto.
Con chi può essere condiviso
Le informazioni riconosciute come protette per legge in quanto privilegiate o sensibili «will only be shared with agencies or entities that have mechanisms in place to protect appropriately such information», e solo nel rispetto della direttiva, del Privacy Act e del system of records notice (l'avviso sul sistema di registri) applicabile (§ 5.2.4). Le informazioni commerciali delle imprese hanno una regola a parte, spiegata in Dispositivi aziendali e segreti commerciali.
Che cosa puoi fare, secondo la direttiva
- Dichiaralo. La procedura del § 5.2.1 parte anche dalla dichiarazione del viaggiatore: se sul dispositivo c'è materiale coperto dal segreto professionale dell'avvocato, dillo all'agente prima che lo esamini.
- Sii preciso. La direttiva elenca gli elementi che ti possono essere chiesti: file, tipi di file, cartelle, categorie, nomi di avvocati o clienti, indirizzi email, numeri di telefono. Una dichiarazione generica su tutto il contenuto non dà all'agente gli elementi che la direttiva gli chiede di raccogliere.
- Per iscritto, se possibile. Le precisazioni vanno chieste per iscritto «if practicable»: tieni nota di ciò che hai indicato.
- Prepara prima di partire. Sapere in quali cartelle si trova il materiale riservato, e viaggiare con i soli documenti che servono al viaggio, rende la dichiarazione precisa: vedi Prima di partire e Alla frontiera: che cosa dire.
- Chiedi un supervisore se hai dubbi. Il foglio informativo che gli agenti possono consegnarti prima del controllo (tear sheet) dice che puoi sempre chiedere di parlare con un supervisore; se il dispositivo viene trattenuto, chiedi la ricevuta (Il telefono trattenuto).
La dichiarazione non ti esonera dagli altri obblighi: i viaggiatori devono presentare dispositivi e informazioni «in a condition that allows inspection» (§ 5.3.1), e che cosa succede se non sblocchi il dispositivo è in Il codice di sblocco. La direttiva non distingue tra avvocati americani e stranieri e non dice se e come il privilegio copra i rapporti con un avvocato italiano. È una politica interna che dice di non creare diritti (§ 8.1), e in alcune zone possono valere requisiti diversi per rispettare i precedenti vincolanti della corte d'appello federale competente (§ 2.9): vedi I giudici americani e i telefoni alla frontiera.
Attenzione
La dichiarazione deve essere vera e non è un modo per sottrarre file al controllo: non indicare come riservato ciò che non lo è, non cancellare o nascondere documenti prima o durante il controllo. Una dichiarazione consapevolmente falsa su un fatto rilevante, in una questione di competenza del governo federale, è un reato punito fino a cinque anni di reclusione (18 U.S.C. § 1001); per uno straniero, una falsa dichiarazione intenzionale su un fatto rilevante per ottenere l'ingresso rende inammissibili (8 U.S.C. § 1182(a)(6)(C)(i)) e porta al rifiuto dell'ingresso.
Casi frequenti
- «Sono un avvocato italiano: vale anche per me?» La direttiva parla di attorney-client privilege e di work product senza distinguere tra avvocati americani e stranieri, e non dice se il privilegio copra i rapporti con un avvocato italiano. La procedura si attiva quando il privilegio viene fatto valere, e la separazione del materiale avviene d'intesa con l'ufficio legale della CBP.
- «Sono un medico e ho cartelle di pazienti sul portatile.» Vale il § 5.2.2: trattamento secondo la legge federale e le politiche della CBP, con consultazione dei legali dell'agenzia; per il resto, le regole generali, comprese quelle sulle copie.
- «Sono un giornalista: posso rifiutare il controllo?» La direttiva non prevede un diritto di rifiuto per i giornalisti; prevede che il loro materiale di lavoro sia trattato secondo la legge federale e le politiche della CBP, con consultazione dei legali (§ 5.2.2).
Fonti
U.S. Customs and Border Protection, CBP Directive No. 3340-049B, «Border Search of Electronic Devices», in vigore dal 1° gennaio 2026, §§ 2.9, 3.5, 4.1, 5.2, 5.3.1 e 8.1 (cbp.gov); CBP Directive No. 3340-049A, 4 gennaio 2018, § 5.2, per il confronto; U.S. Immigration and Customs Enforcement, ICE Directive 7-6.1 (10044.1), «Border Searches of Electronic Devices», 18 agosto 2009, § 8.6 (ice.gov); CBP, «Border Search of Electronic Devices», foglio informativo, CBP Publication No. 3160-0423, revised April 2023 (cbp.gov); 18 U.S.C. § 1001; 8 U.S.C. § 1182(a)(6)(C)(i), testo vigente. Verificato il 24 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega le regole americane. Non segue casi e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un problema concreto con un controllo di frontiera, un'autorizzazione di viaggio o un procedimento negli Stati Uniti, i canali sono quelli ufficiali:
- Il CBP Information Center (help.cbp.gov) — le domande e i reclami sui controlli dell'agenzia di frontiera statunitense.
- DHS TRIP (dhs.gov) — il programma del Dipartimento della sicurezza interna per chi ritiene di avere avuto problemi ripetuti ai controlli di viaggio.
- Il sito ufficiale dell'ESTA (esta.cbp.dhs.gov) — l'unico canale ufficiale per chiedere l'autorizzazione di viaggio.
- L'Ambasciata d'Italia a Washington e i consolati italiani negli Stati Uniti — per i cittadini italiani in difficoltà; in emergenza, l'Unità di Crisi della Farnesina.
- Un avvocato abilitato negli Stati Uniti — l'iscrizione si verifica nell'albo dell'ordine degli avvocati (state bar) dello Stato in cui esercita.
La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.