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ESTA, visti e social media · Procedura

Il DS-160 e i social media

Se per andare negli Stati Uniti ti serve un visto, per esempio per studiare o per lavorare, compili il DS-160, il modulo online del Dipartimento di Stato. Dal 2019 il modulo chiede gli identificativi dei social usati negli ultimi cinque anni. Dal 2025, per alcune categorie di visto, c'è anche il controllo della presenza online, con l'indicazione di rendere pubblici i profili.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 6 min

In breve

  1. Il DS-160 (Online Application for Nonimmigrant Visa, domanda online di visto non di immigrazione) contiene dal 2019 una domanda che elenca diverse piattaforme social e chiede gli identificativi usati nei cinque anni precedenti la domanda.
  2. L'OMB ha approvato la revisione del modulo l'11 aprile 2019, prendendo atto che il Dipartimento di Stato guarda solo contenuti pubblici e non chiede password.
  3. Il 18 giugno 2025 il Dipartimento di Stato ha annunciato il controllo della presenza online di chi chiede un visto F, M o J (studio e scambi), con l'indicazione di rendere «public» i profili.
  4. Il controllo è stato esteso dal 15 dicembre 2025 ai visti H-1B e H-4, e dal 30 marzo 2026 ad altre categorie, tra cui i visti K per fidanzati e coniugi di cittadini americani e i visti R per chi svolge attività religiose.
  5. Gli annunci non nominano i visti B-1/B-2 per affari e turismo.

Chi compila il DS-160

Se viaggi per turismo o affari con l'ESTA non compili il DS-160: per te vale la domanda sui social nell'ESTA. Il DS-160 serve quando ti occorre un visto non di immigrazione: per esempio per studiare in un'università o in un'altra scuola accademica (visto F), per un corso professionale (visto M), per un programma di scambio come studente, ricercatore, docente o tirocinante (visto J), per lavorare in una professione specializzata (visto H-1B). Lo compili anche se non puoi viaggiare con l'ESTA: il DHS ricorda che chi si vede negare l'ESTA può comunque chiedere il visto al Dipartimento di Stato.

Il modulo è gestito dal Dipartimento di Stato. Le informazioni ufficiali sui visti sono su travel.state.gov e state.gov.

La domanda sui social dal 2019

La domanda è stata introdotta con una revisione del modulo presentata nel 2018. Il Dipartimento di Stato l'ha descritta nel Federal Register con un avviso di 60 giorni del 30 marzo 2018 (83 FR 13807) e con l'avviso di 30 giorni del 28 agosto 2018 (83 FR 43951). Secondo quest'ultimo testo:

  • una domanda elenca diverse piattaforme social e chiede al richiedente di fornire gli identificativi usati su quelle piattaforme nei cinque anni precedenti la data della domanda;
  • il Dipartimento può aggiornare l'elenco, aggiungendo o togliendo piattaforme; le aggiunte sono possibili solo per gli usi descritti nella documentazione e dopo l'approvazione dell'OMB;
  • il richiedente ha la possibilità di indicare anche identificativi su piattaforme diverse da quelle elencate, usati negli ultimi cinque anni;
  • le informazioni servono per identificare il richiedente e per i controlli sui requisiti previsti dalla legge; il Dipartimento non intende chiedere abitualmente la risposta a certe categorie, come la maggior parte dei visti diplomatici e ufficiali;
  • altre domande nuove riguardano i numeri di telefono, gli indirizzi email e i viaggi internazionali dei cinque anni precedenti, eventuali espulsioni da qualsiasi paese e il coinvolgimento di familiari in attività terroristiche.

L'OMB (Office of Management and Budget, l'ufficio della Casa Bianca che approva i moduli federali) ha approvato la revisione l'11 aprile 2019. Nelle condizioni dell'approvazione, pubblicate su reginfo.gov, si legge che il Dipartimento ha aggiornato la documentazione per chiarire che «the agency will be looking at public-facing content only and will not be requesting passwords for social media accounts»: guarda solo i contenuti visibili al pubblico e non chiede le password. Il 17 maggio 2019 l'OMB ha autorizzato l'introduzione delle modifiche in due fasi, la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda intorno al 15 luglio 2019.

A differenza dell'ESTA, dove la sezione è contrassegnata come facoltativa, qui la domanda è descritta come una domanda a cui il richiedente deve rispondere, salvo le categorie escluse.

Il controllo della presenza online dal 2025

Dal 2025 il Dipartimento di Stato ha annunciato una verifica più ampia, che chiama online presence review (controllo della presenza online), per alcune categorie di visto. Gli annunci chiedono ai richiedenti di cambiare le impostazioni sulla privacy di tutti i profili social.

AnnuncioIn vigoreCategorieChe cosa chiede
18 giugno 2025 (state.gov)Non indicataF, M, J: studenti e partecipanti a programmi di scambioControllo «including online presence»; profili da impostare su «public»
3 dicembre 2025 (travel.state.gov)15 dicembre 2025H-1B e familiari H-4, in aggiunta a F, M, JProfili da impostare su «public»
25 marzo 2026 (travel.state.gov)30 marzo 2026A-3, C-3 (se lavoratore domestico), G-5, H-3, H-4 familiari di H-3, K-1, K-2, K-3, Q, R-1, R-2, S, T, U, in aggiunta alle precedentiProfili da impostare su «public» o «open»

L'annuncio del 18 giugno 2025 spiega che il Dipartimento usa tutte le informazioni disponibili per individuare i richiedenti non ammissibili negli Stati Uniti, compresi quelli che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, e che ogni decisione su un visto è «a national security decision». Aggiunge: «A U.S. visa is a privilege, not a right» (un visto americano è un privilegio, non un diritto). Gli annunci successivi ripetono gli stessi concetti. L'ultimo aggiornamento letto per questa pagina è quello del 25 marzo 2026.

Gli annunci non dicono che cosa succede a chi non modifica le impostazioni, e questa pagina non lo ipotizza.

Che cosa vale per tutti i richiedenti di visto

  • Secondo gli avvisi del 2018, la domanda sugli identificativi social riguarda la maggior parte dei richiedenti di visto non di immigrazione; le eccezioni indicate sono categorie come la maggior parte dei visti diplomatici e ufficiali.
  • Le risposte del DS-160 sono dichiarazioni fatte a un funzionario americano: una dichiarazione falsa su un fatto rilevante può rendere inammissibili ai sensi dell'INA § 212(a)(6)(C)(i), e 18 U.S.C. § 1001 punisce le dichiarazioni false fatte consapevolmente e volontariamente. Come il Dipartimento di Stato interpreta questi requisiti è spiegato in se ometti un account: le conseguenze.
  • Come il DHS dichiara di usare le informazioni dei social nei controlli di frontiera e dell'ESTA è descritto in che cosa guardano e con quali regole.

Casi frequenti

  • «Devo dare la password dei miei account?» Secondo le condizioni con cui l'OMB ha approvato il modulo nel 2019, il Dipartimento di Stato non chiede le password e guarda solo i contenuti pubblici.
  • «Un profilo che non uso da molti anni va indicato?» Come descritta negli avvisi del 2018, la domanda riguarda gli identificativi usati nei cinque anni precedenti la data della domanda.
  • «Per un visto turistico devo rendere pubblici i profili?» Gli annunci letti per questa pagina, fino a quello del 25 marzo 2026, non includono i visti B-1/B-2.
  • «Che cosa è cambiato quest'anno?» Le novità del 2025 e del 2026 per telefono e social sono riassunte in viaggiare negli USA nel 2026; la proposta di rendere obbligatori i social nell'ESTA in una pagina dedicata.

Fonti

Department of State, 60-Day Notice, «Application for Nonimmigrant Visa», 83 FR 13807 (30 marzo 2018), e 30-Day Notice, 83 FR 43951 (28 agosto 2018), federalregister.gov (testo integrale). Reginfo.gov, numero di controllo OMB 1405-0182: richieste 201808-1405-004 (decisione dell'11 aprile 2019) e 201905-1405-001 (decisione del 17 maggio 2019). Department of State, Media Note «Announcement of Expanded Screening and Vetting for Visa Applicants», 18 giugno 2025, state.gov. Department of State, «Announcement of Expanded Screening and Vetting for H-1B and Dependent H-4 Visa Applicants» (aggiornato al 3 dicembre 2025) e «Announcement of Expanded Screening and Vetting for Visa Applicants» (aggiornato al 25 marzo 2026), travel.state.gov. 8 U.S.C. § 1101(a)(15) (categorie di visto). DHS, Privacy Impact Assessment Update DHS/CBP/PIA-007(g) ESTA (settembre 2016), dhs.gov. Verificato il 24 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega le regole americane. Non segue casi e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un problema concreto con un controllo di frontiera, un'autorizzazione di viaggio o un procedimento negli Stati Uniti, i canali sono quelli ufficiali:

  • Il CBP Information Center (help.cbp.gov) — le domande e i reclami sui controlli dell'agenzia di frontiera statunitense.
  • DHS TRIP (dhs.gov) — il programma del Dipartimento della sicurezza interna per chi ritiene di avere avuto problemi ripetuti ai controlli di viaggio.
  • Il sito ufficiale dell'ESTA (esta.cbp.dhs.gov) — l'unico canale ufficiale per chiedere l'autorizzazione di viaggio.
  • L'Ambasciata d'Italia a Washington e i consolati italiani negli Stati Uniti — per i cittadini italiani in difficoltà; in emergenza, l'Unità di Crisi della Farnesina.
  • Un avvocato abilitato negli Stati Uniti — l'iscrizione si verifica nell'albo dell'ordine degli avvocati (state bar) dello Stato in cui esercita.

La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.