ESTA, visti e social media · Procedura
La domanda sui social nell'ESTA: che cosa chiede oggi
Dal 2016 il modulo ESTA contiene una sezione sui social media. Alla verifica del 24 settembre 2026, sul sito ufficiale, quella sezione è ancora contrassegnata come facoltativa. Qui trovi che cosa chiede parola per parola, come la CBP dice di usare le risposte e che cosa resta comunque obbligatorio: dire il vero.
In breve
- Nel modulo ESTA del sito ufficiale esta.cbp.dhs.gov la sezione sui social media è contrassegnata «(Optional)», nella versione italiana «(FACOLTATIVO)». Così risultava alla verifica del 24 settembre 2026.
- La sezione chiede le informazioni sulla tua presenza online negli ultimi cinque anni: piattaforma e nome utente. C'è anche la casella «I do not have an online presence» (non sono presente online).
- Le FAQ ufficiali dicono che, se non rispondi, la domanda si può inviare lo stesso, senza interpretazioni negative. Dicono anche che nessuna domanda ha l'approvazione garantita.
- I documenti del DHS sulla privacy dicono che la CBP consulta le informazioni pubbliche sui social anche quando il richiedente non ha indicato nulla.
- Facoltativo non vuol dire che si può scrivere il falso: tutto ciò che dichiari deve essere vero. La proposta di rendere obbligatoria la sezione è spiegata in una pagina a parte.
L'ESTA e il sito ufficiale
L'ESTA (Electronic System for Travel Authorization, sistema elettronico di autorizzazione al viaggio) è l'autorizzazione da chiedere online prima di partire se entri negli Stati Uniti senza visto con il Visa Waiver Program (programma di esenzione dal visto). L'Italia partecipa al programma dal 29 luglio 1989, secondo l'elenco pubblicato dal DHS (il Dipartimento della sicurezza interna). L'ESTA è gestito dalla CBP (U.S. Customs and Border Protection, l'agenzia delle dogane e della protezione dei confini), e il sito ufficiale per presentare la domanda è esta.cbp.dhs.gov.
Il sito è disponibile anche in italiano. La descrizione che segue è quella del modulo web nella versione pubblicata il 24 settembre 2026, con i testi originali in inglese e quelli della versione italiana del sito.
Che cosa chiede, parola per parola
Tra i dati del richiedente c'è una sezione intitolata «Social Media», seguita dall'indicazione «(Optional)». L'istruzione dice: «Please enter information associated with your online presence over the past five years.» Nella versione italiana: «Si prega di inserire le informazioni associate alla propria presenza online negli ultimi cinque anni.»
| Elemento del modulo | Testo inglese | Versione italiana del sito |
|---|---|---|
| Titolo della sezione | «Social Media» «(Optional)» | «SOCIAL MEDIA» «(FACOLTATIVO)» |
| Campi già predisposti | «Facebook Page ID», «LinkedIn Profile Link», «Twitter User ID», «Instagram User ID» | «ID pagina Facebook», «Profilo Link LinkedIn», «ID utente Twitter», «ID utente Instagram» |
| Altre piattaforme | «Provider / Platform» e «Social Media Identifier» | «Gestore servizi/piattaforma» e «Identificatore di social media» |
| Casella alternativa | «I do not have an online presence.» | «Non sono presente online.» |
Le note di aiuto del modulo spiegano che cosa si intende. La presenza online comprende le piattaforme, le applicazioni e i siti che usi per collaborare, condividere informazioni e interagire con altri, con i relativi nomi utente. Per l'identificativo il modulo chiede «the username, handle, screen-name, or other identifier» del profilo. Per le piattaforme che non compaiono nell'elenco a discesa c'è un campo libero. Se spunti la casella «Non sono presente online», i campi dei profili si disattivano. Il modulo chiede nomi utente e identificativi, non password.
L'indicazione dei cinque anni compare nell'istruzione della sezione. Le FAQ del sito, che descrivono la domanda aggiunta nel 2016, ne riportano un testo più breve, senza periodo di riferimento: «Please enter information associated with your online presence - Provider/Platform- Social media identifier.»
Facoltativa: che cosa significa secondo la CBP
La risposta ufficiale, nelle FAQ del sito ESTA e in quelle pubblicate su cbp.gov, è questa:
«The question is marked as "optional" on the revised ESTA application. If an applicant does not answer the question or simply does not hold a social media account, the ESTA application can still be submitted without a negative interpretation or inference. No ESTA application is guaranteed approval, and an application can be denied for a variety of reasons.»
In italiano: la domanda è indicata come facoltativa; se il richiedente non risponde o non ha account social, la domanda si può inviare senza che se ne traggano conclusioni negative; nessuna domanda ESTA ha l'approvazione garantita e può essere respinta per molte ragioni. La valutazione d'impatto sulla privacy del DHS del settembre 2016 lo dice con parole simili: chi sceglie di non rispondere può inviare la domanda e «will not be penalized» (non sarà penalizzato).
Come la CBP dice di usare le risposte
Sempre secondo le FAQ ufficiali, le informazioni tratte dai social servono a convalidare i viaggi legittimi, a decidere sulle deroghe per chi non avrebbe i requisiti del programma e a individuare possibili minacce. Possono confermare quanto dichiarato su identità, lavoro e viaggi precedenti, e possono far emergere inganni o frodi. Se un primo controllo segnala elementi di interesse, un agente della CBP vede le informazioni pubblicamente accessibili sulle piattaforme indicate, «consistent with the privacy settings» (nei limiti delle impostazioni sulla privacy) che hai scelto.
Due precisazioni vengono dai documenti del DHS sulla privacy, descritti nella pagina che cosa guardano e con quali regole:
- la CBP confronta i dati della domanda con banche dati di sicurezza e di polizia del DHS e con fonti pubbliche, come i siti dei social, «even if the applicant chooses not to provide their social media information» (anche se il richiedente sceglie di non indicare i propri social), secondo l'aggiornamento di luglio 2024;
- secondo la valutazione del 2016, le informazioni raccolte dai social, da sole, non sono motivo per negare l'ingresso negli Stati Uniti.
Facoltativo non vuol dire senza regole
L'avvertenza del modulo ESTA ricorda che tutte le informazioni fornite, da te o da un terzo per tuo conto, devono essere vere e corrette, e che l'autorizzazione può essere revocata in qualsiasi momento, per esempio se emergono nuove informazioni. Aggiunge che chi fa consapevolmente e volontariamente una dichiarazione materialmente falsa, fittizia o fraudolenta può subire sanzioni amministrative o penali. Il modulo chiede inoltre di certificare che le risposte sono vere e corrette per quanto a tua conoscenza.
Lasciare vuota una sezione che il modulo definisce facoltativa è una possibilità che il modulo stesso prevede. Scrivere un dato non vero, o spuntare «Non sono presente online» quando hai dei profili, è un'altra cosa: è un'affermazione. Le norme che si applicano alle dichiarazioni false, 18 U.S.C. § 1001 e la causa di inammissibilità dell'INA § 212(a)(6)(C)(i), sono spiegate in se ometti un account: le conseguenze.
Casi frequenti
- «Se non rispondo, l'ESTA viene negato?» Le FAQ ufficiali dicono che la domanda si può inviare senza risposta e senza interpretazioni negative, e che nessuna domanda ha l'approvazione garantita. L'esito di una singola domanda non si può prevedere.
- «Devo rendere pubblici i miei profili per l'ESTA?» Il modulo ESTA non lo chiede. L'indicazione di rendere pubblici i profili riguarda alcune categorie di visto: la trovi nella pagina sul DS-160 e i social media.
- «La compilazione la fa l'agenzia di viaggi: cambia qualcosa?» No, quanto alla veridicità: l'avvertenza del modulo riguarda anche le informazioni fornite per tuo conto da un terzo.
- «La sezione diventerà obbligatoria?» La CBP lo ha proposto nel Federal Register il 10 dicembre 2025. Al 24 settembre 2026 la proposta non risulta completata e il modulo presenta ancora la sezione come facoltativa. I passaggi sono ricostruiti in la proposta del 2025; le altre novità dell'anno in viaggiare negli USA nel 2026.
Fonti
Modulo ESTA sul sito esta.cbp.dhs.gov: testi inglesi e italiani dell'applicazione web (sezione Social Media, note di aiuto, avvertenza e certificazione finale) e FAQ «What additional data elements were added to the ESTA application in December 2016?» e «How will CBP use my social media information…», consultati il 24 settembre 2026. CBP, «Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act Frequently Asked Questions», cbp.gov (ultima modifica 30 dicembre 2024). DHS, elenco dei paesi del Visa Waiver Program, dhs.gov. DHS, Privacy Impact Assessment Update DHS/CBP/PIA-007(g) ESTA (settembre 2016) e DHS/CBP/PIA-007(j) ESTA (luglio 2024), dhs.gov. CBP, avviso del 10 dicembre 2025, 90 FR 57208, federalregister.gov. Verificato il 24 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega le regole americane. Non segue casi e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un problema concreto con un controllo di frontiera, un'autorizzazione di viaggio o un procedimento negli Stati Uniti, i canali sono quelli ufficiali:
- Il CBP Information Center (help.cbp.gov) — le domande e i reclami sui controlli dell'agenzia di frontiera statunitense.
- DHS TRIP (dhs.gov) — il programma del Dipartimento della sicurezza interna per chi ritiene di avere avuto problemi ripetuti ai controlli di viaggio.
- Il sito ufficiale dell'ESTA (esta.cbp.dhs.gov) — l'unico canale ufficiale per chiedere l'autorizzazione di viaggio.
- L'Ambasciata d'Italia a Washington e i consolati italiani negli Stati Uniti — per i cittadini italiani in difficoltà; in emergenza, l'Unità di Crisi della Farnesina.
- Un avvocato abilitato negli Stati Uniti — l'iscrizione si verifica nell'albo dell'ordine degli avvocati (state bar) dello Stato in cui esercita.
La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.